sabato 21 ottobre 2023

Cosa è una vita estatica?

di Federico Sollazzo (p.sollazzo@inwind.it)

Cosa è una vita estatica?
Un mondo che divide, e in maniera binaria e manichea, tra conoscenza scientifica e pseudoconoscenza, pone questa domanda in maniera sarcastica, derisoria o con sincera incomprensione di cosa stia chiedendo.
Se qualcuno potesse rispondere definendo cosa sia l'estasi sarebbe già al di fuori dall'estasi stessa, quindi cosa essa sia è irrispondibile così come indomandabile, la domanda e la risposta, infatti, possono tutt'al più riferirsi agli esiti e alle tracce dell'estatico, non certo all'estasi in quanto tale.
Una vita estatica è quindi una vita che sa che la propria cifra resta sempre altrove rispetto a se stessa, condizione questa di ogni vita, e che si pone in un conseguente atteggiamento di ascolto verso quell'altrove. Come?

venerdì 1 settembre 2023

Un parere?

di Federico Sollazzo (p.sollazzo@inwind.it)

Recentemente mi è stato chiesto un parere di lettura su un testo di critica filosofica, ho accettato per il rapporto amichevole con l'autore, ma la cosa mi è pesata poiché non mi sento (più) adatto (ammesso che in passato lo fossi) a fornire pareri del genere, ovvero su testi in cui la critica filosofica è preponderante rispetto alla parte filosofica vera e propria, testi in cui la formulazione di una proposta filosofica è necessariamente basata su una precedente opera di critica. Sono ben consapevole che questa sia la tendenza accademica (e non) odierna (diventata dominante nell'ultimo secolo), dalla quale a volte si tenta di prendere le distanze dicendo cose eccentriche, di maniera, compiendo l'errore speculare uguale e contrario, e sono quindi ben consapevole di trovarmi in una posizione di minoranza.

Ad ogni modo, riporto qui di seguito l'estratto di alcune annotazioni contenute in quel mio parere, perché credo che indichino dei temi sui quali sia interessante riflettere.

I. Definirei bene i concetti ai quali ci si riferisce prima di iniziare a lavorarci ma attenzione, non tanto dicendo cosa quei termini abbiano rappresentato per Tizio e Caio, bensì cosa rappresentino per chi scrive, adesso, nell'economia del suo discorso.

venerdì 14 luglio 2023

Il Silenzio si fa Voce in molti modi

di Federico Sollazzo (p.sollazzo@inwind.it)
 
Il Silenzio si fa Voce in molti modi.
Quella che segue è una parodia sullo stato attuale di quella che passa per cultura. Ma, come Pulcinella, scherzando si dice la verità.
Essenzialmente, quel che conta è che i personaggi sono venuti da me, non sono andato io da loro.
Proprio così come leggendo un'opera di vera filosofia (o di fronte ad un'altra qualsiasi opera d'arte), solo letteralmente, alfabeticamente, grammaticalmente si può andare dall'opera, ma essenzialmente è l'opera che, eventualmente, viene da noi; pertanto non chi la computa, ma solo chi ha la fortuna di essere scelto dall'opera stessa per il manifestarsi del suo senso, la comprende, e proprio per questo non può dirne qualcosa, ovvero può solo lasciare che appaia il nulla; al nulla ci si può solo girare intorno dicendo niente.
Quanto ai personaggi (che nella mia follia vorrei che mi venissero a visitare ancora) mi rendo conto ex post che non sono apparsi a caso.
Ve li presento brevemente, per come li ho conosciuti io; ovvero, appunto, giro attorno al nulla.
 
Rico Fede
Chiaramente mio alter ego. Diffusore culturale, perché oggi la cultura non la si divulga più (e già quella era una blasfemia), ma la si diffonde negli ambienti per renderli più gradevoli, come un profumatore spray.
 
Lesperto
Perché oggi non esistono più uomini di cultura, ma solo esperti di qualcosa. Non usa l'apostrofo perché oggi bisogna essere veloci e questa velocità gli impedisce anche di essere consapevole della sua ignoranza. È cool. A differenza dell'uomo d'arte, che dice il niente per lasciar apparire il nulla, lui non dice letteralmente niente, e anche quando dice qualcosa è come se letteralmente non avesse detto niente.
 
ILPUBBLICO
Massa uniforme e indistinta che si scrive quindi tutto in maiuscolo e senza spazio. Il soggetto per elevare il livello del quale il diffusore culturale fa da mediatore con lesperto, e il cui livello è, non contraddittoriamente e non paradossalmente ma coerentemente e consequenzialmente, proprio quello derivante dall'azione congiunta del diffusore e de lesperto: ipersemplificazione del niente con perdita di sensibilità nella percezione del nulla e conseguente decadimento di tutto.

mercoledì 21 giugno 2023

Et in Italia ego

di Fulvio Sguerso (fulviosguerso@libero.it)
 
Solo in questo nostro Paese di atei devoti e dai facili entusiasmi per i demagoghi di turno, credo, avrebbe potuto attecchire e prosperare un fenomeno come quello del berlusconismo, cioè di un misto di peronismo, populismo e cesarismo in salsa familistico-aziendale. Personalità indubbiamente carismatica e anche per questo divisiva, così in vita come in morte, Silvio Berlusconi è ancora oggetto di accese polemiche mediatiche: “Ha vinto lui” (La Verità); “La Repubblica del Banana” (il Fatto Quotidiano), come si vede si va da un estremo all’altro, dagli Osanna agli anatemi; dal Santo subito a Che l’inferno ti sia lieve; da Unto del Signore a Corruttore seriale, insomma Berlusconi è stato ed è a tutt’oggi una figura controversa dalla personalità multipla e trasmutabile in tutte le guise: segno d’immensa invidia / e di pietà profonda, / d’inestinguibil odio / e d’indomato amor.
 
 – Continua su Trucioli savonesi
 

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mercoledì 31 maggio 2023

Dare un senso alla vita può condurre a follia

di Leonardo Conti (conti.leonardo@hotmail.it)

Dare un senso alla vita può condurre a follia,
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio.
È una barca che anela al mare eppure lo teme.

Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River, trad. di Fernanda Pivano, Einaudi, 1943.

Il senso della vita… una domanda vecchia come il mondo.
Nasciamo, cresciamo, ci riproduciamo, moriamo. La natura ci dice questo, gli esseri viventi, in soldoni, fanno così. Siamo esseri viventi anche noi, dopotutto.
Siamo anche esseri pensanti, altresì, e come tali, dobbiamo dare un senso alla vita. Ne sentiamo il bisogno.
Ma dare un senso alla vita, come dice la poesia citata, porta alla follia. Proprio perché non ha un senso, alla fine. Nascere e morire in continuazione, ogni giorno è così. Ogni giorno un uomo muore e un altro nasce, moltiplicato per gli otto miliardi che siamo, risultano centinaia di migliaia, forse milioni, di nascite e morti ogni volta che il Sole si leva.
Se uno ha la fortuna, di non avere incidenti, di essere in salute, di nascere ed abitare in un Paese ricco e in pace, vive a lungo e bene. Altrimenti no. È un senso questo? Apparentemente no: nel caso, nella fortuna, che è notoriamente cieca, non c’è un senso.
Ma un senso dobbiamo darglielo, dobbiamo vivere. Ci dobbiamo buttare nell’avventura dell’esistenza.
Come in tutti gli animali, il rischio che qualcosa vada storto c’è, ma, dal momento che siamo sulla Terra, dobbiamo vivere.
Siamo navi, come dice la frase citata, navi pronte per prendere il largo. Nel mare aperto ci potrebbe essere una tempesta, potremmo finire le scorte alimentari, prendere uno scoglio, scontrarci con altre navi o con una balena bianca, come Moby Dick.

domenica 30 aprile 2023

Mi sono fatto male oggi, per vedere se ho ancora sensazioni

di Leonardo Conti (conti.leonardo@hotmail.it)

I hurt myself today
To see if I still feel
I focus on the pain
The only thing that's real

Mi sono fatto del male oggi
Per vedere ho ancora sensazioni
Mi concentro sul dolore
L'unica cosa che è vera

Dalla canzone Hurt degli Nine Inch Miles (1995) da cui Johnny Cash ha tratto una cover nel 2002.
 
Cosa vogliono dire queste parole? Apparentemente parlano di autolesionismo, un qualcuno che si fa male un po’ per gioco. Più in là nel brano si parla di un ago, di un buco. Parlerà di droga, come molte altre canzoni.

mercoledì 1 marzo 2023

Fino al sublime. Testimoni di ciò che si testimonia da sé

di Federico Sollazzo (p.sollazzo@inwind.it)

(Si pubblica di seguito il video dell'intervento tenuto di Federico Sollazzo al convegno "Testimonianza e testimoni", tenutosi online nel giugno 2022, intitolato Fino al sublime. Testimoni di ciò che si testimonia da sé.)

martedì 28 febbraio 2023

Vorrei conoscere i loro sogni fra i fiori

di Leonardo Conti (conti.leonardo@hotmail.it)

L’amica Elena Garelli, che ringrazio, ha suggerito su mia richiesta una frase su cui riflettere:

Vorrei conoscere i loro sogni fra i fiori!
Però purtroppo le farfalle non hanno voce.
(Anonimo Giapponese)

Il simbolo della farfalla richiama inevitabilmente la vita e i suoi passaggi. Da uovo a bruco, da bruco a crisalide e infine a farfalla.
La farfalla è dunque un essere adulto, intento a volare di fiore in fiore, frenetico, il suo ciclo vitale.
Quali sogni ha?

martedì 31 gennaio 2023

Uccidere in nome di Dio

di Fulvio Sguerso (fulviosguerso@libero.it) 

E’ mai possibile morire a ventidue anni per una ciocca di neri capelli sfuggita al suo hijàb (il velo islamico)? Sì, è possibile; è proprio quello che è avvenuto a Mahsa Amini, la giovane curda presa in custodia (?) dalla polizia morale dello Stato teocratico di Teheran, il 16 settembre scorso e deceduta in carcere in seguito alle bastonature inflittele dalla suddetta polizia. Polizia morale? E che cosa fa? Vigila sulla moralità degli iraniani? E’ una specie di squadra del buon costume governativa con facoltà di arrestare e uccidere? Più precisamente, si tratta di un corpo delle forze dell’ordine di quella Repubblica islamica istituito nel 2005 con il compito di controllare e, se necessario,  arrestare le persone che trasgrediscono il codice che regola il modo di vestire delle donne, obbligate a coprirsi i capelli con un hijab e indossare abiti lunghi che nascondano tutto il loro corpo.

venerdì 30 dicembre 2022

“Della realtà. Fini della filosofia”: un addio alla realtà?

di Luca Greco (fattiefabulae@gmail.com)

“Della realtà. Fini della filosofia” è un saggio che delinea il percorso di conoscenza del filosofo torinese Gianni Vattimo. Attraverso la riflessione sul pensiero di Heidegger vengono documentate le trasformazioni della società contemporanea. È una critica al “nuovo realismo”.

Luca Greco – Questo libro (edito da Garzanti), come scrive Vattimo sin dalle prime pagine introduttive, rappresenta il luogo di una riflessione cominciata all’inizio degli anni Ottanta con le prime enunciazioni del “pensiero debole”. Si tratta di un lavoro di riflessione intorno al tema della dissoluzione dell’oggettività o della realtà stessa tutt’altro che sistematico: i risultati raggiunti sono “solo delle tappe e non delle vere summae”.

– Continua su FattieFabulae 

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