martedì 22 settembre 2009

Solidarietà

di Girolamo Mario Gullace (gullace.g.mario@hotmail.it)

Venne il giorno
che scacciò la notte,
venne il vento
che scacciò le nubi,
venne un uomo
in quell'azzurro giorno,
venne a lungo,
come viene il seme,
venne il ventre
gravido di donna,
venne al mondo
una vita nuova.
Venne il giorno
che tornò la notte,
venne il vento
che portò le nubi.
Venne grande
quella vita nuova,
ma venne cieca
nella notte lunga.
Venne il vecchio
come viene un saggio,
venne a dire
quello che sapeva,
venne il frutto
di quello che diceva:
venne luce,
si iniziò a vedere
uomo e donna
come cielo e terra,
e venne la catena
delle mani nelle mani,
e venne, edificante,
la solidarietà.
Venne il vento
e soffiò invano,
venne il buio,
e mano nella mano
non venne più la notte


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3 commenti:

  1. gullace girolamo mario22 settembre 2009 14:34

    La solidarietà dovrebbe essere quella colla sociale che funziona in ogni momento della storia dell'uomo. Purtroppo non sempre è così, a volte, il privato, egoisticamente prevale e gli uomini di fronte agli eventi si ritrovano slegati e non alleati. Questo è quello che certi poteri sperano o riescono a determinare con le armi della disinformazione e dell'occultamento delle verità.
    Ma io sono ottimista, alla fine prevale una giustizia sociale, ovviamente, mai conquistata per sempre, ma prevale, in quel particolare frangente e la storia viene scritta dal basso, dalla base ampia della gente (Il concetto di popolo non mi piace è troppo retorico).
    Una bellissima poesia sulla solidarietà l'ha scritta Cesar Vallejo: "Massa","...lo circondarono milioni d'individui con preghiera comune: "resta fratello!". Ahi, ma il cadavere seguitò a morire.
    Allora tutti gli uomini della terra lo circondarono; li vide il cadavere triste, emozionato; si alzò a sedere lentamente, abbracciò il primo uomo, camminò...".

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  2. Ciao Mario, veramente bella, ma molto molto bella.
    Leggerti spesso è un emozione, a volte un sorriso, ma mai noia.
    la s.blu

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  3. Bella poesia,
    io però non sono così ottimista e la gente, l' uomo non mi piacciono poi così tanto.
    A stimolo di riflessione scrivo queste parole di Giorgio Gaber:"C' è così tanta falsa coscienza se non addirittura esibizione, nel volere a tutti i costi aiutare gli altri, che se per caso mi capitasse di fare del bene a qualcuno mi sentirei più pulito se potessi dire... non l' ho fatto apposta... forse solo così tra la parola aiutare e la parola vivere non ci sarebbe più nesuuna differenza."

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