sabato 16 maggio 2009

A Fanny

di Roberta Carlesimo (a.carlesimo@libero.it)

A Fanny,
che mi ha dato il coraggio di vivere
e mi ha strappato la vita un attimo dopo,
che mi regalato la gioia di un sogno
e il dolore del risveglio.

A te, Fanny,
che mi hai insegnato ad amare
oltre ogni limite,
oltre ogni ragione,
oltre me stesso.

A quella Fanny,
che vivida si muove ormai solo nei miei ricordi,
nascosta da uno sguardo bambino
nelle profondità del mio essere,
lì dove non so ancora riuscire ad odiarla,
mentre il mondo feroce, fuori, la consuma.

All'amaro della sua assenza,
una culla di lacrime per gli occhi miei.
Mesti sorrisi
questa mancanza che non ha nome,
che non si lascia colmare,
questo nulla che porta un poco della
sua Bellezza impalpabile e lontana,
perduta.

A Fanny Brawne

Mia cara ragazza, ti amo ancora e ancora e senza riserve...
In ogni modo possibile,
anche le mie gelosie non erano che agonie dell'Amore,
nelle fitte più intense che mai ho provato, sarei morto per te.
Tu sempre nuova.
L'ultimo dei tuoi baci era il più dolce,
l'ultimo sorriso il più luminoso,
l'ultimo movimento il più aggraziato.

John Keats

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