sabato 13 giugno 2009

Un patentino per votare

di Federico Sollazzo (p.sollazzo@inwind.it)

Per guidare serve la patente, per portare un natante la patente nautica, per detenere un'arma il porto d'armi, per avviare un'attività certificati d'agibilità e di sanità, per svolgere una professione lauree e specializzazioni, insomma, ogni qualvolta qualcuno desideri svolgere un'azione che abbia un significativo impatto sociale (quantomeno perché, se svolta male, può produrre dei problemi per la collettività), questo qualcuno è chiamato a certificare la sua conoscenza sulle regole che presiedono a quell'azione stessa. Ora, è forse il Voto, attivo e passivo, un elemento di così scarsa importanza sociale da sfuggire alla certificazione di cui sopra? Perché per svolgere una qualsiasi azione socialmente rilevante si deve dimostrare di averne compreso le regole, mentre per il Voto, ripeto, attivo e passivo, è sufficiente raggiungere un certo tetto d'età (qualsiasi esso sia)?
Ritengo sia necessario un "patentino" per Votare.
Si obietterà che il Voto è un diritto, e che il suffragio universale è una delle più grandi conquiste civili della modernità. Ebbene no. Il suffragio potenzialmente universale sarebbe una conquista civile. Mi spiego meglio.
Potenzialmente ogni cittadino deve avere il diritto di Voto, attivo e passivo, ma per sbloccare questa potenzialità il cittadino stesso deve dimostrare di comprendere che cosa significhi Votare. Attenzione, questo non vuol dire che si debbano andare ad indagare le idee politiche di un cittadino (in tal caso si avrebbe un regime illiberale), né che possano avvalersi del Voto, attivo e passivo, solo coloro che abbiano un alto titolo di studio (in tal caso si incorerebbe nella problematica  purtroppo molto diffusa, noto en passant, nelle università  dell'autoritarismo della cultura), né che il cittadino sia chiamato a conoscere i codici approfonditamente tanto quanto un magistrato, ma che debba avere quelle basilari nozioni di educazione civica e politica che gli consentano di essere consapevole degli esiti che il suo voto contribuisce a determinare. Ad esempio, che differenza vi è tra una Repubblica Presidenziale, una Parlamentare ed una Federale? Fra Camera Alta e Camera Bassa? Quali sono i poteri della Presidenza del Consiglio dei Ministri e quelli della Presidenza della Repubblica? Che differenza c'è tra un Decreto Legge e un Disegno di Legge? Qual è l'iter di approvazione di una Legge? Che cos'è una Commissione parlamentare? Che differenza c'è fra metodo elettorale proporzionale, maggioritario e misto? Che differenza c'è fra un partito e una lista civica? Che cos'è una soglia di sbarramento? Che differenza c'è nell'assegnare un premio di maggioranza (e che cosa è, e come si determina) alla Coalizione maggioritaria o alla Lista maggioritaria?...
Infatti, ad esempio, Votare per la lista X con un metodo elettorale proporzionale può determinare degli esiti completamente diversi da quelli che si avrebbero votando per la stessa lista X con un metodo maggioritario, e il cittadino ha il dovere di essere consapevole di ciò, se vuole avere il diritto di partecipare alla vita politica di un Paese.
Forse è per questo che da molti anni l'educazione civica è stata estromessa dai programmi scolastici ministeriali, salvo vuote operazioni di facciata, e che qualsiasi Governo (di qualunque colore) si sia ben guardato dal ripristinarla autenticamente: chi è inconsapevole di se stesso e del mondo che lo circonda, è ammaestrabile con estrema facilità.


Non tutti vogliono o debbono preoccuparsi degli affari pubblici. In questo modo è possibile un processo di autoselezione per mettere assieme una vera élite politica nel paese. Chiunque non è interesasato agli affari pubblici si accontenterà semplicemente di vedere che siano decisi senza di lui

H. Arendt, Pensieri sulla politica e la rivoluzione


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1 commento:

  1. Quando ho letto questo tuo pezzo quasi non credevo ai miei occhi: anni ed anni fa mi diedero del pazzo alla sola ipotesi che feci su quest'argomento. Ritengo che non verrà mi neppure proposto, purtroppo: il potere userà a mo' di arma ciò che gli è imposto, la "democrazia" continuando a usare questo vocabolo per proprio tornaconto.
    Che almeno ripristinino una seria educazione civica.

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